Una petizione per mandare in gita Gabriele, bimbo disabile di 10 anni

Una petizione per mandare in gita Gabriele, bimbo disabile di 10 anni

07 mag 15

BOLOGNA - Gabriele è un bambino disabile di 10 anni. Gabriele non ha potuto partecipare alla gita scolastica perché non è riuscito a salire sull’autobus: c’erano i gradini, ma nessuna pedana. I compagni di classe – e delle altre classi – hanno deciso di non partire, perché ‘se non sale lui, non sale nessuno’. Così, la gita è stata rimandata a quando si troverà un mezzo idoneo: ma servirà tanta pazienza, perché in tutta la provincia di Cosenza, teatro della vicenda, non esiste un autobus per lunghe percorrenze con una pedana utile per far salire a bordo una persona su sedia a ruote. Da qui, la petizione su Change.org lanciata da Luca Faccio, ragazzo disabile da anni impegnato a sensibilizzare istituzioni locali e governative sui temi della disabilità. Faccio è il primo firmatario di una lettera al ministro Graziano Delrio, fresco di nomina a Infrastrutture e Trasporti: “Le chiedo di impegnarsi e metterci la faccia per trovare un mezzo idoneo affinché Gabriele possa finalmente fare la propria gita scolastica, con i suoi 35 compagni e tutti gli altri alunni della scuola”. E chiude: “Auspico che questa situazione si risolva per il meglio e quanto prima, e che lei come ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, prima di puntare su Grandi Opere e Grandi Eventi, si adoperi per garantire a tutti i cittadini disabili i servizi necessari per muoversi”. A oggi la petizione ha raccolto più di 8 mila firme. Una richiesta che affonda le radici anche nel sistema normativo in materia di gite scolastiche, come spiegato da Ledha, la Lega per i diritti delle persone con disabilità, che ribadisce il diritto degli alunni con disabilità di partecipare a viaggi d’istruzione e visite guidate, sulla base dell’uguaglianza con gli altri alunni (a partire anche della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, dall’art. 3 della Costituzione italiana e dal principio di integrazione scolastica): “Le gite, come specificato nella nota n. 645 del 11 aprile 2002 del Ministero dell'Istruzione rappresentano un'opportunità fondamentale per la promozione dello sviluppo relazionale e formativo di ciascun alunno e per l'attuazione del processo di integrazione scolastica dello studente con disabilità, nel pieno esercizio del diritto allo studio", spiegano Giulia Grazioli e Gaetano De Luca, avvocati del servizio legale Ledha. Una nota del ministero sancisce la completa autonomia degli istituti scolastici in materia di organizzazione e programmazione della vita e dell'attività della scuola. Quali sono, quindi, i doveri degli istituti? In primis, devono comunicare all’agenzia di viaggio la presenza di alunni con disabilità, i relativi servizi necessari e l'eventuale presenza di assistenti educatori culturali, in modo che siano garantiti servizi adeguati. Le scuole, poi, devono designare un accompagnatore qualificato e predisporre ogni altra misura di sostegno necessaria. L’accompagnatore può essere un qualunque membro della comunità scolastica (docenti, personale ausiliario, o familiari): la scuola non può in alcun caso subordinare il diritto di partecipazione di un alunno con disabilità alla presenza di un suo familiare che lo accompagni. Una tale richiesta costituirebbe, infatti, una grave violazione del principio di uguaglianza e non discriminazione, sanzionabile ai sensi della Legge 67/2006. Non solo: le spese di viaggio dell'accompagnatore sono a carico della comunità scolastica. “In altre parole la scuola è giuridicamente tenuta a tener conto dei bisogni dei suoi alunni con disabilità attraverso la previsione di trattamenti più favorevoli che hanno proprio lo scopo di evitare che la disabilità dell'alunno costituisca motivo di esclusione o limitazione alla sua partecipazione alla gita scolastica”, spiegano i legali. Infine, anche che il presidente della provincia di Cosenza, Mario Occhiuto, dopo la vicenda di Gabriele e dei suoi compagni di classe, ha sollecitato la regione per quanto riguarda la questione degli autobus a lunga percorrenza attrezzati per disabili. Il presidente della provincia cosentina ha chiesto alla regione che venga rimodulata la regolamentazione per gli autobus di linea attrezzati, in modo che possano effettuare lunghi tragitti e quindi dare la possibilità ai disabili di fare lunghi viaggi.

07 mag 15

BOLOGNA - Gabriele è un bambino disabile di 10 anni. Gabriele non ha potuto partecipare alla gita scolastica perché non è riuscito a salire sull’autobus: c’erano i gradini, ma nessuna pedana. I compagni di classe – e delle altre classi – hanno deciso di non partire, perché ‘se non sale lui, non sale nessuno’. Così, la gita è stata rimandata a quando si troverà un mezzo idoneo: ma servirà tanta pazienza, perché in tutta la provincia di Cosenza, teatro della vicenda, non esiste un autobus per lunghe percorrenze con una pedana utile per far salire a bordo una persona su sedia a ruote. Da qui, la petizione su Change.org lanciata da Luca Faccio, ragazzo disabile da anni impegnato a sensibilizzare istituzioni locali e governative sui temi della disabilità. Faccio è il primo firmatario di una lettera al ministro Graziano Delrio, fresco di nomina a Infrastrutture e Trasporti: “Le chiedo di impegnarsi e metterci la faccia per trovare un mezzo idoneo affinché Gabriele possa finalmente fare la propria gita scolastica, con i suoi 35 compagni e tutti gli altri alunni della scuola”. E chiude: “Auspico che questa situazione si risolva per il meglio e quanto prima, e che lei come ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, prima di puntare su Grandi Opere e Grandi Eventi, si adoperi per garantire a tutti i cittadini disabili i servizi necessari per muoversi”. A oggi la petizione ha raccolto più di 8 mila firme. Una richiesta che affonda le radici anche nel sistema normativo in materia di gite scolastiche, come spiegato da Ledha, la Lega per i diritti delle persone con disabilità, che ribadisce il diritto degli alunni con disabilità di partecipare a viaggi d’istruzione e visite guidate, sulla base dell’uguaglianza con gli altri alunni (a partire anche della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, dall’art. 3 della Costituzione italiana e dal principio di integrazione scolastica): “Le gite, come specificato nella nota n. 645 del 11 aprile 2002 del Ministero dell'Istruzione rappresentano un'opportunità fondamentale per la promozione dello sviluppo relazionale e formativo di ciascun alunno e per l'attuazione del processo di integrazione scolastica dello studente con disabilità, nel pieno esercizio del diritto allo studio", spiegano Giulia Grazioli e Gaetano De Luca, avvocati del servizio legale Ledha. Una nota del ministero sancisce la completa autonomia degli istituti scolastici in materia di organizzazione e programmazione della vita e dell'attività della scuola. Quali sono, quindi, i doveri degli istituti? In primis, devono comunicare all’agenzia di viaggio la presenza di alunni con disabilità, i relativi servizi necessari e l'eventuale presenza di assistenti educatori culturali, in modo che siano garantiti servizi adeguati. Le scuole, poi, devono designare un accompagnatore qualificato e predisporre ogni altra misura di sostegno necessaria. L’accompagnatore può essere un qualunque membro della comunità scolastica (docenti, personale ausiliario, o familiari): la scuola non può in alcun caso subordinare il diritto di partecipazione di un alunno con disabilità alla presenza di un suo familiare che lo accompagni. Una tale richiesta costituirebbe, infatti, una grave violazione del principio di uguaglianza e non discriminazione, sanzionabile ai sensi della Legge 67/2006. Non solo: le spese di viaggio dell'accompagnatore sono a carico della comunità scolastica. “In altre parole la scuola è giuridicamente tenuta a tener conto dei bisogni dei suoi alunni con disabilità attraverso la previsione di trattamenti più favorevoli che hanno proprio lo scopo di evitare che la disabilità dell'alunno costituisca motivo di esclusione o limitazione alla sua partecipazione alla gita scolastica”, spiegano i legali. Infine, anche che il presidente della provincia di Cosenza, Mario Occhiuto, dopo la vicenda di Gabriele e dei suoi compagni di classe, ha sollecitato la regione per quanto riguarda la questione degli autobus a lunga percorrenza attrezzati per disabili. Il presidente della provincia cosentina ha chiesto alla regione che venga rimodulata la regolamentazione per gli autobus di linea attrezzati, in modo che possano effettuare lunghi tragitti e quindi dare la possibilità ai disabili di fare lunghi viaggi.

Fonte: http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/483036/Una-petizione-per-mandare-in-gita-Gabriele-bimbo-disabile-di-10-anni


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