Posti per i disabili, 915 ditte altoatesine sono fuori norma

Posti per i disabili, 915 ditte altoatesine sono fuori norma

10 nov 14

BOLZANO. Il problema, serio assai, esisteva già prima dell’evidenziarsi della crisi economica, ma ora la situazione sfiora addirittura il drammatico. Non forse per l’opinione pubblica, probabilmente poco conscia della gravità della questione, ma per le famiglie altoatesine coinvolte lo è, eccome. Si sapeva che erano centinaia, nessuno però immaginava fossero davvero così tanti. Stiamo parlando dei disabili altoatesini senza lavoro, perché le aziende non vogliono o non riescono oppure non sono in grado di trovare loro un posto di lavoro. In tutto, in Alto Adige sono addirittura 950. Per altrettante persone con handicap costrette a rimanersene a casa, inattive, pesando esclusivamente sulle spalle dei parenti. Lo si evince dalla risposta ad una interrogazione presentata al presidente del consiglio provinciale dal freiheitliche Walter Blaas, e fornita per competenza dall’assessore Martha Stocker. Blaas aveva interrogato la Provincia per saper sapere quante sanzioni fossero state inflitte a chi non rispettava le norme: «Chi appartiene a categorie protette, per via di deficit fisici o mentali, dovrebbe essere tutelato e inserito nel mercato del lavoro, in maniera da essere incluso e prendere parte alla vita della comunità». Però, dalle segnalazioni ricevute, la realtà pareva fosse differente, per cui Blaas ha chiesto di conoscere in dettaglio la situazione attuale in provincia. La risposta dell’assessorato provinciale è di quelle da far cadere le braccia: 915 datori di lavori, fra privati e pubblici, non hanno coperto totalmente la quota minima prescritta per legge: un disabile su 15 dipendenti, 2 su 35, 3 su 50, più un altro posto ogni ulteriori 15 dipendenti. «Nella maggior parte dei casi ciò accade perché le aziende non possiedono al loro interno posti adeguati alle capacità e competenze dei disoccupati con handicap. Solo in pochi casi la mancata copertura dei posti è da ascrivere a colpe delle aziende». E così, negli anni 2011, 2012 e 2013 soltanto tre aziende sudtirolesi sono state colpite da sanzioni. Si tratta di i mprese ricettive, di installazioni elettriche e di produzione di alimentari. Nel 2010 le sanzioni totali assommavano a soli 8.022,77 euro, nel 2011 a 9.133,23 euro, nel 2012 a 27.440,84 euro, nel 2013 a 2.329,61 euro. Il basso valore delle sanzioni dipende dal fatto che le norme vigenti impongono una multa di soli 62,77 euro al giorno per ogni posto di lavoro per disabili non coperto, ma solo se questo è da ascrivere ad una colpa dell’azienda coinvolta. Dal 2010 l’ammontare della sanzione non viene aumentato. E non si differenzia a seconda dei settori economici. La sanzione viene adeguata all’aumento Istat solo ogni 5 anni. Che la crisi pesi sulle aziende, non ci piove. Già è difficile mantenere i posti di lavoro per così dire normali... Epperò, forse, la politica e la società civile dovrebbero se non trovare almeno cercare una soluzione. Concreta. Perché 950 disoccupati diversamente abili sono tanti. Troppi.

10 nov 14

BOLZANO. Il problema, serio assai, esisteva già prima dell’evidenziarsi della crisi economica, ma ora la situazione sfiora addirittura il drammatico. Non forse per l’opinione pubblica, probabilmente poco conscia della gravità della questione, ma per le famiglie altoatesine coinvolte lo è, eccome. Si sapeva che erano centinaia, nessuno però immaginava fossero davvero così tanti. Stiamo parlando dei disabili altoatesini senza lavoro, perché le aziende non vogliono o non riescono oppure non sono in grado di trovare loro un posto di lavoro. In tutto, in Alto Adige sono addirittura 950. Per altrettante persone con handicap costrette a rimanersene a casa, inattive, pesando esclusivamente sulle spalle dei parenti. Lo si evince dalla risposta ad una interrogazione presentata al presidente del consiglio provinciale dal freiheitliche Walter Blaas, e fornita per competenza dall’assessore Martha Stocker. Blaas aveva interrogato la Provincia per saper sapere quante sanzioni fossero state inflitte a chi non rispettava le norme: «Chi appartiene a categorie protette, per via di deficit fisici o mentali, dovrebbe essere tutelato e inserito nel mercato del lavoro, in maniera da essere incluso e prendere parte alla vita della comunità». Però, dalle segnalazioni ricevute, la realtà pareva fosse differente, per cui Blaas ha chiesto di conoscere in dettaglio la situazione attuale in provincia. La risposta dell’assessorato provinciale è di quelle da far cadere le braccia: 915 datori di lavori, fra privati e pubblici, non hanno coperto totalmente la quota minima prescritta per legge: un disabile su 15 dipendenti, 2 su 35, 3 su 50, più un altro posto ogni ulteriori 15 dipendenti. «Nella maggior parte dei casi ciò accade perché le aziende non possiedono al loro interno posti adeguati alle capacità e competenze dei disoccupati con handicap. Solo in pochi casi la mancata copertura dei posti è da ascrivere a colpe delle aziende». E così, negli anni 2011, 2012 e 2013 soltanto tre aziende sudtirolesi sono state colpite da sanzioni. Si tratta di i mprese ricettive, di installazioni elettriche e di produzione di alimentari. Nel 2010 le sanzioni totali assommavano a soli 8.022,77 euro, nel 2011 a 9.133,23 euro, nel 2012 a 27.440,84 euro, nel 2013 a 2.329,61 euro. Il basso valore delle sanzioni dipende dal fatto che le norme vigenti impongono una multa di soli 62,77 euro al giorno per ogni posto di lavoro per disabili non coperto, ma solo se questo è da ascrivere ad una colpa dell’azienda coinvolta. Dal 2010 l’ammontare della sanzione non viene aumentato. E non si differenzia a seconda dei settori economici. La sanzione viene adeguata all’aumento Istat solo ogni 5 anni. Che la crisi pesi sulle aziende, non ci piove. Già è difficile mantenere i posti di lavoro per così dire normali... Epperò, forse, la politica e la società civile dovrebbero se non trovare almeno cercare una soluzione. Concreta. Perché 950 disoccupati diversamente abili sono tanti. Troppi.

Fonte: http://altoadige.gelocal.it/


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