Multe: se l’invalido dimentica di esporre il contrassegno su parabrezza

Multe: se l’invalido dimentica di esporre il contrassegno su parabrezza

20 gen 14

Se l’invalido dimentica di esporre il regolare contrassegno “invalidi” e, ciononostante, parcheggia il veicolo negli spazi riservati alla fermata o sosta dei veicoli per persone portatrici di handicap può essere sanzionato per violazione del codice della strada?
Il codice della strada [1] prevede che, per la circolazione e la sosta dei veicoli a servizio delle persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta, il sindaco rilasci un’apposita autorizzazione in deroga; tale autorizzazione è resa nota mediante l’apposito contrassegno invalidi, strettamente personale e non vincolato a uno specifico veicolo.
Tale contrassegno va apposto nella parte anteriore del veicolo [2].
La ragione di tale quadro normativo è chiaramente quella di facilitare la mobilità delle persone svantaggiate, consentendo loro le stesse opportunità di mobilità di cui godono normalmente tutti i cittadini.
In relazione al quesito posto, il ministero dell’Interno ha ritenuto che la mancata esposizione del contrassegno per gli spazi riservati ai veicoli a disposizione delle persone invalide, dovuta a negligenza o caso fortuito, non può essere assimilata alla mancanza del titolo stesso [3]. L’ordinamento giuridico, peraltro, non prevede alcuna ipotesi specifica a carattere sanzionatorio nel caso di mancata esposizione del contrassegno regolarmente rilasciato.
Ciononostante, i giudici hanno ritenuto che proprio il contrassegno denota la destinazione del veicolo al servizio dell’invalido: a nulla rileva che la persona sia poi abilitata al parcheggio negli spazi riservati, dato che la norma prescrive che il relativo contrassegno venga esposto e sia ben visibile [4].
Inoltre, risulta che anche alcuni giudici di pace hanno respinto ricorsi, ritenendo che il contrassegno del veicolo al servizio di una persona invalida debba essere apposto nella parte anteriore del veicolo utilizzato dal disabile, al fine di poter esercitare la facoltà di esonero dal divieto di circolazione e sosta [5]. In conclusione, non si può essere certi di un esito favorevole in caso di presentazione di un eventuale ricorso. Infatti, la circolare del Ministero si pone in netto contrasto con quanto poi, di fatto, decidono i giudici.
[1] Art. 381 del regolamento di esecuzione del cod. str.
[2] Art. 12 del Dpr 503/1996.
[3] Min. Interno, circolare 300/A/42756/103/48 del 5 maggio 1999.
[4] Cass. sent. n. 8425 del 4.05.2004; Cass. sent. n. 15312 del 5.07.2006.
[5] GdP Prato, sent. n. 946 del 6.07.2007; GdP Gemona del Friuli, sent. n. 70 del 6.04.2006.

20 gen 14

Se l’invalido dimentica di esporre il regolare contrassegno “invalidi” e, ciononostante, parcheggia il veicolo negli spazi riservati alla fermata o sosta dei veicoli per persone portatrici di handicap può essere sanzionato per violazione del codice della strada?
Il codice della strada [1] prevede che, per la circolazione e la sosta dei veicoli a servizio delle persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta, il sindaco rilasci un’apposita autorizzazione in deroga; tale autorizzazione è resa nota mediante l’apposito contrassegno invalidi, strettamente personale e non vincolato a uno specifico veicolo.
Tale contrassegno va apposto nella parte anteriore del veicolo [2].
La ragione di tale quadro normativo è chiaramente quella di facilitare la mobilità delle persone svantaggiate, consentendo loro le stesse opportunità di mobilità di cui godono normalmente tutti i cittadini.
In relazione al quesito posto, il ministero dell’Interno ha ritenuto che la mancata esposizione del contrassegno per gli spazi riservati ai veicoli a disposizione delle persone invalide, dovuta a negligenza o caso fortuito, non può essere assimilata alla mancanza del titolo stesso [3]. L’ordinamento giuridico, peraltro, non prevede alcuna ipotesi specifica a carattere sanzionatorio nel caso di mancata esposizione del contrassegno regolarmente rilasciato.
Ciononostante, i giudici hanno ritenuto che proprio il contrassegno denota la destinazione del veicolo al servizio dell’invalido: a nulla rileva che la persona sia poi abilitata al parcheggio negli spazi riservati, dato che la norma prescrive che il relativo contrassegno venga esposto e sia ben visibile [4].
Inoltre, risulta che anche alcuni giudici di pace hanno respinto ricorsi, ritenendo che il contrassegno del veicolo al servizio di una persona invalida debba essere apposto nella parte anteriore del veicolo utilizzato dal disabile, al fine di poter esercitare la facoltà di esonero dal divieto di circolazione e sosta [5]. In conclusione, non si può essere certi di un esito favorevole in caso di presentazione di un eventuale ricorso. Infatti, la circolare del Ministero si pone in netto contrasto con quanto poi, di fatto, decidono i giudici.
[1] Art. 381 del regolamento di esecuzione del cod. str.
[2] Art. 12 del Dpr 503/1996.
[3] Min. Interno, circolare 300/A/42756/103/48 del 5 maggio 1999.
[4] Cass. sent. n. 8425 del 4.05.2004; Cass. sent. n. 15312 del 5.07.2006.
[5] GdP Prato, sent. n. 946 del 6.07.2007; GdP Gemona del Friuli, sent. n. 70 del 6.04.2006.

Fonte: http://www.laleggepertutti.it/


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